L’ANNO DELLA SVOLTA PER INGRAM?

L’estate targata NBA ha visto i Los Angeles Lakers assoluti protagonisti del mercato, anche e soprattutto in virtù dell’ingaggio di LeBron James, indubbiamente il giocatore più influente dell’epoca moderna nonché uno dei più iconici e determinanti di sempre. Il classe ‘84, firmato per quattro anni, ha riacceso la passione della sponda gialloviola di Los Angeles, spentasi inevitabilmente dopo l’addio di Kobe Bryant.

 

Oltre che a riportare i Lakers tra le contender, o comunque a renderli nuovamente competitivi in ottica playoff, l’arrivo di The King avrà effetti importanti sulla crescita dei tanti giovani talenti presenti nel roster a disposizione di coach Luke Walton, tra cui Lonzo Ball, Kyle Kuzma e Brandon Ingram. Quest’ultimo, in particolar modo, sembra essere il prediletto per spiccare il tanto agognato salto di qualità nell’ormai imminente nuova stagione.

 

Messosi in evidenza al college tra le fila dei Duke Blue Devils di coach Mike Krzyzewski, Ingram si candida al Draft 2016, venendo selezionato con la seconda scelta assoluta dai Los Angeles Lakers ad appena diciotto anni. Dopo una prima stagione di ambientamento, in cui partecipa al Rising Stars Challenge e viene incluso nel secondo quintetto delle matricole, il classe ‘97 migliora considerevolmente nella stagione 2017-2018.

 

Nonostante numerosi infortuni che ne limitano l’impiego, infatti, il nativo di Kinston, Carolina del Nord, trova il modo di mettere a referto 16.1 punti, 5.3 rimbalzi e 3.9 assist in 57 apparizioni. Se non avesse dovuto fare i conti con i tanti stop che lo hanno frenato ripetutamente, probabilmente il numero 34 dei Lakers si sarebbe già stabilmente affermato nella scorsa stagione, ma in ogni caso i suoi notevoli miglioramenti non possono passare inosservati.

 

21 anni compiuti lo scorso 2 settembre, Ingram è un giocatore dal sicuro avvenire e possiede mezzi tecnico-fisici a dir poco impressionanti, tanto che nonostante abbia avuto difficoltà a trovare continuità d’impiego e di rendimento nei primi due anni in NBA, in molti non hanno dubbio sul fatto che il talento gialloviola raggiungerà presto la consacrazione nella lega più importante e famosa al mondo.

 

In questo senso, l’arrivo di un fuoriclasse assoluto nonché principale punto di riferimento dei talenti dell’era moderna qual è LeBron James non può che giovare al giovanissimo lungo originario della Carolina del Nord, anche e soprattutto alla luce delle parole al miele spese dallo stesso LBJ nei suoi confronti. “Ingram ha qualcosa dentro, diventerà speciale”, ha dichiarato il tre volte campione NBA e quattro volte MVP.

 

Tiny Dog, dal canto suo, ha dato ragione al suo nuovo compagno di squadra sul parquet, facendo registrare una prova da 31 punti, 9 rimbalzi, 3 assist e 3 palle recuperate col 66,7% al tiro (10/15) nella gara di preseason vinta per 128-123 contro i Sacramento Kings giovedì scorso. Se è vero che si trattava soltanto di una partita che ha poco a che vedere con la regular season e i playoff in quanto a ritmi ed intensità, è pur vero che le parole di LeBron James sembrano aver caricato ancor più un Ingram pronto a dimostrare di essere davvero speciale e (perché no?) anche a portarsi a casa il premio di Most Improved Player.

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