MELO-ROCKETS, CALA IL SIPARIO? INTANTO I SIXERS…

Scoppia il caso Carmelo Anthony in casa Rockets? Arrivato la scorsa estate alla corte di Mike D’Antoni, con cui aveva già lavorato ai New York Knicks, infatti, Melo potrebbe lasciare Houston dopo poco meno di quattro mesi. Per ricostruire al meglio la vicenda è necessario partire dall’inizio, ossia dal suo approdo in Texas.

 

Dopo essere stato ceduto dagli Oklahoma City Thunder agli Atlanta Hawks in cambio di Dennis Schröder, Anthony è stato immediatamente tagliato dalla franchigia della Georgia e, dopo qualche settimana, ha firmato un contratto annuale al minimo salariale di 2,4 milioni di dollari con gli Houston Rockets, ritrovando il suo grande amico Chris Paul e coach D’Antoni.

 

L’inizio non è stato dei migliori, ma Melo ha progressivamente trovato fiducia, calandosi piuttosto bene nel ruolo di più che valida alternativa in uscita dalla panchina, mettendo a referto medie di 15.5 punti nelle sue prime otto partite in maglia Rockets, tirando col 44,5% dal campo e col 37,2% da dietro l’arco. 

 

Dopo aver fatto registrare 22 punti contro gli Utah Jazz, il classe ‘84 ne segna 24 contro i Los Angeles Clippers, 28 contro i Nets nella sua Brooklyn e 17 contro i Chicago Bulls: in queste quattro partite, Melo colleziona dunque medie di 22.7 punti, 5 rimbalzi e una stoppata per partita con ottime percentuali al tiro: 56% dal campo e 47% da tre.

 

Carmelo sembra essersi finalmente calato a dovere nel suo nuovo ruolo, trovando anche una buona continuità d’impiego e di rendimento e accettando di partire dalla panchina, una novità assoluta per lui, che nelle 1054 partite disputate in carriera tra Denver, New York e Oklahoma era sempre partito in quintetto.

 

Proprio ad Oklahoma, Melo ha l’occasione di confermarsi nella gara che mette di fronte i suoi ex Thunder e i Rockets alla Chesapeake Energy Arena: accolto dal calore e dall’affetto dei suoi vecchi tifosi, Anthony non riesce però a ripetersi, facendo registrare un misero score di 2 punti e 5 rimbalzi in 20’ con appena il 9% al tiro (1/11) e un pessimo 0/6 da tre.

 

Dopo aver saltato la successiva gara con i San Antonio Spurs (sconfitta per 96-89 all’AT&T Center), le speculazioni circa il suo malessere sono diventate sempre più incessanti, fino alle numerose notizie secondo cui Melo fosse ormai pronto a cambiare aria, con i Rockets che gli avrebbero comunicato di non avere intenzione di arrivare alla fine della durata del contratto.

 

Anthony, infatti, non avrebbe digerito il fatto che Mike D’Antoni sarebbe intenzionato a dare sempre maggior fiducia al rookie classe ‘94 Gary Clark jr., con quest’ultimo che andrebbe quindi a sottrarre ulteriori minuti allo stesso Melo. A questo punto, l’ex Nuggets, Knicks e Thunder sembra destinato a cambiare aria in tempi record.

 

Sulle sue tracce ci sarebbero i Philadelphia Sixers, che la scorsa estate hanno perso due componenti della panchina di grande esperienza, quali Marco Belinelli e Ersan Ilyasova, e recentemente hanno ceduto Robert Covington e Dario Saric ai Minnesota Timberwolves in cambio di Jimmy Butler.

 

Un giocatore del calibro di Carmelo Anthony potrebbe fare molto comodo ai Sixers, trattandosi di un gran tiratore anche da dietro l’arco. I suoi agenti sarebbero già al lavoro per trovargli la miglior sistemazione possibile nella lega: sulla sua avventura con gli Houston Rockets sta già per calare il sipario.

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