DEROZAN TRASCINATORE, SPURS BESTIA NERA DEI LAKERS

La stagione dei San Antonio Spurs non sta affatto andando nel verso giusto, anche e soprattutto a causa di numerosi infortuni (Dejounte Murray, Pau Gasol e il rookie Lonnie Walker su tutti), ma gli Speroni non hanno intrapreso la via del rebuilding, avendo un roster competitivo che consente loro di continuare a lottare per traguardi importanti nella sempre più intricata Western Conference.

 

Persi Manu Ginobili (ritiro), Tony Parker (biennale con gli Charlotte Hornets) e Kawhi Leonard (ceduto ai Toronto Raptors in cambio di DeMar DeRozan) la scorsa estate, la squadra è ora nelle mani del duo formato da LaMarcus Aldridge e dallo stesso DeRozan, con alcuni veterani che danno il loro prezioso contributo, tra cui Marco Belinelli, Patty Mills e Rudy Gay.

 

Attualmente terzultimi a Ovest (12-14), gli Speroni hanno ritrovato la vittoria nel match interno con i Los Angeles Lakers, asfaltando i californiani con un netto 133-120 all’AT&T Center e portandosi così a casa la terza vittoria in quattro gare stagionali contro i gialloviola. Merito anche e soprattutto dell’apporto di DeRozan, autore di una prestazione da ben 36 punti, 8 rimbalzi, 9 assist e 2 stoppate col 55% al tiro (11/20).

 

Nativo proprio di Los Angeles, il classe ‘89 fa registrare la sua quarta gara su quattro con almeno 30 punti a referto contro i Lakers, risultando dunque il primo giocatore a riuscire in un’impresa del genere contro i californiani negli ultimi 36 anni. 

 

Le sue medie stagionali contro i Lakers sono da capogiro: 32.5 punti, 8.5 rimbalzi, 7 assist, 1.2 palle recuperate e 0.7 stoppate per gara col 48,5% al tiro (48/99) e il 33% da dietro l’arco (2/6). L’ex Toronto Raptors, dunque, torna a trascinare i suoi alla vittoria dopo quattro sconfitte nelle ultime cinque partite.

 

È DeRozan la bestia nera dei Lakers e il principale punto di riferimento di una squadra che fino all’anno scorso era trascinata dalle super prestazioni del 6 volte All-Star LaMarcus Aldridge, che sta vivendo delle difficoltà. Ciononostante, l’ex Portland Trail Blazers registrare medie dignitose (18.1 punti, 10 rimbalzi, 2.3 assist e 1.2 stoppate per partita col 45% al tiro).

 

Tutt’altra musica rispetto allo scorso anno, in cui era il miglior marcatore della squadra con 23.1 punti per gara, tirava di più (18 tentativi a partita contro i 15.7 attuali) e meglio (9.2 realizzazioni contro le 7.1 di quest’anno), ma aveva anche meno rimbalzi catturati (8.5) e assist (2). In questo senso, ha influito e non poco lo spostamento al ruolo di centro per ovviare all’assenza di Gasol.

 

L’arrivo di DeRozan gli ha fatto svestire i panni di prima opzione offensiva della squadra, indossati lo scorso anno in seguito all’infortunio di Kawhi Leonard, ma LMA resta comunque un perno insostituibile per il sistema di gioco di Gregg Popovich, soprattutto dopo gli addii di Ginobili, Parker e dello stesso Leonard.

 

Quest’anno, gli Spurs appaiono in netto calo e in molti ritengono che sia arrivato il momento di ridimensionare i propri obiettivi per far fronte alla fine di un’era, ma in quel di San Antonio potrebbero non essere della stessa idea. Il traguardo da raggiungere, dunque, sarà ancora una volta l’approdo ai playoff: si tratterebbe della ventiduesima apparizione consecutiva in post season per gli Speroni.

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