L’UMILTA DI KEMBA WALKER: “NON SONO SICURO DI ESSERE UNA STELLA”

Protagonista di un avvio di stagione a dir poco esaltante, Kemba Walker non sembra aver intenzione di porre limiti alla propria crescita esponenziale e punta a fare ancora meglio in un anno particolarmente importante della sua carriera, quello del nuovo contratto.

 

La point guard classe ‘90, infatti, sta vivendo la miglior annata della sua carriera, con medie di 25.8 punti, 4.3 rimbalzi, 6.2 assist e 1.3 palle recuperate col 44% al tiro in 25 presenze, permettendo ai suoi Hornets di dire la loro in ottica playoff.

 

Charlotte, infatti, è attualmente settima a Est (12-13) e può e deve fare necessariamente qualcosa in più per potersi permettere di lottare per la post season fino al termine della regular season attualmente in corso, ma al contempo può contare su un punto di riferimento del calibro di Walker.

 

Il prodotto di UConn, campione NCAA nel 2011 e vincitore del premio di Most Outstanding Player delle Final Four nello stesso anno, si avvia a disputare il suo terzo All-Star Game in carriera il prossimo febbraio, in programma proprio nella “sua” Charlotte.

 

Eppure, Kemba continua a essere un giocatore umile e non si monta la testa per l’altisonante avvio di stagione. “Quando penso alle superstar della lega, mi vengono in mente Kevin Durant, LeBron James e Steph Curry. Non so se il mio nome rientri in questa categoria.”, ha dichiarato la point guard degli Charlotte Hornets.

 

Attualmente sotto contratto per la stagione in corso per 12 milioni di dollari, in virtù del quadriennale da 48 milioni firmato nel 2015, Walker si appresta a diventare unrestricted free agent la prossima estate, in cui firmerà un accordo decisamente più remunerativo, probabilmente proprio con gli Charlotte Hornets.

 

Oltre ad essere il principale punto di riferimento della franchigia della Carolina del Nord, infatti, Kemba ne è anche il miglior marcatore All-Time (10.553 punti fin qui) e il giocatore con più presenze in quintetto (548), oltre ad essere quello con più punti segnati in una partita, avendo messo a referto ben 60 punti (career-high) nella gara persa per 122-119 contro i Philadelphia Sixers lo scorso 17 novembre.

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