L’ONORE (E L’ONERE) DI GIOCARE CON LEBRON JAMES

Gli amanti della palla a spicchi si pongono spesso una domanda: LeBron James è davvero un giocatore troppo grande da oscurare la restante parte della squadra?

Il caso più eclatante è probabilmente quello di Kyrie Irving che, stando a quanto riportato dai principali insider NBA, avrebbe chiesto la trade ai Cavs nell’estate del 2017 proprio a causa della figura ingombrante di LeBron James. L’ex playmaker di Duke, infatti, sembra che non fosse più disposto a vivere nell’ombra dell’attuale giocatore dei Los Angeles Lakers, arrivando addirittura a minacciare un intervento chirurgico al ginocchio che gli avrebbe impedito di giocare l’intera stagione.

Larry Nance Jr., recentemente, ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardo alle pressioni che sono presenti quando si gioca assieme a LeBron James. Seppur per soli 6 mesi, infatti, l’attuale giocatore dei Cavaliers ha potuto sperimentare cosa significhi davvero giocare accanto al #23.

“Devi essere pronto per degli enormi picchi (di gioia) quando vinci una partita, ma devi anche essere pronto a vedere scritto il tuo nome sui social network. Ad esempio, ‘Dannazione, in qualunque team [LeBron] vada, non ha alcun tipo di supporto’. Devi essere pronto a sopportare tutto ciò.”

Nance Jr. sembra che voglia descrivere quello che è successo a Cleveland questa stagione appena trascorsa. Dopo lo stravolgimento del roster sullo scadere della trade deadline di febbraio, sono arrivati molti giocatori poco esperti e con poca, se non nessuna, esperienza ai Playoff. Giocatori come Clarkson, Hood, ma anche lo stesso Nance, che, probabilmente, sono stati schiacciati dalla pressione giocando al di sotto delle aspettative.

Sarà anche un banco di prova anche per i Lakers, dunque: giocatori come Ingram e Ball, ad esempio, dovranno dimostrare di saper reggere la pressione. I gialloviola, però, sono stati costruiti per cercare di aiutare i giovani nel loro costante percorso di crescita. L’esempio più lampante è quello di Rajon Rondo che, complice anche il recente intervento chirurgico al ginocchio di Ball, partirà nel quintetto titolare della squadra di Walton. Un playmaker di esperienza che può davvero dare molto all’ex playmaker di UCLA. Quello dei Lakers, inoltre, è un progetto di medio-lungo termine: prova ne è la firma di un quadriennale del Re che, come è ben noto, non sposa progetti campati per aria. James ha già dato un piccolo assaggio della sua voglia e fame di vittoria: secondo quanto riportato da Rob Pelinka, attuale GM dei Lakers, dopo una palla persa da un compagno a seguito di un suo passaggio, avrebbe detto: ‘Ti piace il tuo naso?’, ‘Bene, tieni le mani pronte o rischierò di romperlo!’.

Un grande test, quest’anno, anche per i Cavs: orfani di un giocatore come James ma, in compenso, liberi da ogni tipo di pressione. Un gruppo di giocatori giovani amalgamato con giocatori veterani, esperti, che possono aiutare i primi nei loro progressi. All’interno della squadra ne sono convinti: quest’anno i Cleveland Cavaliers faranno divertire e stupiranno positivamente i tifosi. Non ultima la dichiarazione del centro dei Cavs Tristan Thompson: “Fino a prova contraria i campioni della Eastern Conference siamo ancora noi.” Da vedere poi l’inserimento del giovane rookie Collin Sexton, indicato come il secondo papabile alla vittoria del ROY, subito dietro solamente a DeAndre Ayton, matricola dei Phoenix Suns.

 

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